Visita Daunia rurale | Le Ciclovie di attraversamento
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Le Ciclovie di attraversamento

Quarto itinerario

Le Ciclovie di attraversamento


Puoi visitare questi luoghi, in cui il tempo pare essersi fermato, anche in sella ad una bicicletta.
Un viaggio lento, spinto dal vento, a bordo dell’ecologico mezzo a due ruote che taglia questa fetta di Puglia. Con il ronzio della ruota libera che si unisce ai rumori della natura, al panorama sospeso che si affaccia ai tuoi occhi. Un ronzio che scandisce il tempo del tuo pedalare e che si lega al cinguettio degli uccelli, al passo delle pecore che incroci sulle colline, al verso di qualche animale che si nasconde impaurito al tuo passaggio. L’itinerario delle Ciclovie di attraversamento si inserisce nel quadro strategico regionale ed internazionale del cicloturismo. Un’occasione di mobilità sostenibile e di promozione del turismo che puoi vivere in sella alla tua bici anche grazie al progetto “CY.RO.N.MED”, Cycle Route Network of Mediterranean (Rete Ciclabile del Mediterraneo), relativo al Programma di Iniziativa Comunitaria (P.I.C.). Un progetto promosso dalla Regione Puglia per valorizzare il tema della mobilità rispettosa dell’ambiente e per sostenere la cooperazione internazionale, il dialogo e lo scambio di esperienze in tema di infrastrutture ciclistiche.

E la Daunia Rurale è parte integrante di questo progetto. Perché i sentieri che solcano lungo la storia della Gente di Terra coincidono con due ciclovie classificate dalla rete Federazione Italiana Amici della Bicicletta: la B6 ciclovia Adriatica e la B11 ciclovia degli Appennini. Trieste e Santa Maria di Leuca unite simbolicamente dalla cultura della bicicletta, da un percorso che promuove l’utilizzo dell’ecologico mezzo a due ruote. Nord e Sud Italia che si incontrano, che stringono un’alleanza sostenibile, ed in mezzo ci sei tu, con la tua bici che attraversi la Daunia Rurale, passando lungo la direttrice alle spalle dei laghi di Lesina e Varano, due lembi di cielo tra terra e mare, per poi circumnavigare la penisola garganica. E così, mentre in sella alla bicicletta senti il vento correre sulla faccia, puoi voltare il capo ed osservare l’immobile lago salato di Lesina, lungo circa 22 km e largo 2,4 km, il secondo lago dell’Italia Meridionale ed il nono dell’intera Penisola italica per estensione.

Il lago di Lesina è famoso per la pesca alle anguille e per una ricca produzione ittica. Lo osservi pedalando lentamente, e ti sembra quasi di notare i sistemi di pesca che i pescatori lesinesi adottavano sin in tempi remoti: la paranza e l’acconcio. La paranza è un tipo di sbarramento posto in linea perpendicolare con le rive della laguna, una sorta di passaggio obbligato per le anguille verso i bertovelli, la rete cilindrica la cui apertura permette al pesce di entrare, ma rende l’uscita praticamente impossibile. L’acconcio, invece, è un altro sistema di pesca costituito da pareti di canne disposte a zig-zag che formano una barriera in prossimità dei canali di comunicazione con il mare, favorendo la cattura del pesce. Così come ancora oggi è facile individuare sul lago il “sandalo”, in dialetto garganico “sanërë”, la tipica imbarcazione usata dai pescatori nei laghi di Lesina e Varano nell’attività della pesca. E dopo Lesina, detta anche la porta del Parco Nazionale del Gargano, la ciclovia Adriatica si stacca e raggiunge Poggio Imperiale ed Apricena, per innestarsi sull’asse San Severo – Torremaggiore.

L’altro tratto della ciclovia di attraversamento, invece, appartiene alla ciclovia degli Appenini. Un percorso che taglia da Ovest ad Est tutta la provincia di Foggia, che nella Daunia Rurale passa per i centri di Torremaggiore e San Severo, prima di dirigersi ed inerpicarsi sul Gargano. Luoghi, persone, panorami, natura, incontri, sentieri, casolari.
Terra, ruralità, fatica, paesaggi, masserie, storie. Il tuo viaggiare in bicicletta per questi itinerari rafforza e valorizza le vocazioni turistiche di questi luoghi. Che chiedono di essere scoperti e conosciuti con lentezza, con calma, con la libertà di potersi fermare ogni volta che un’immagine apparsa rapisce la tua curiosità, la tua voglia di esplorare. Anche per questo, le ciclovie che si diramano fra i racconti della Gente di Terra fanno parte delle sfide di promozione turistica e di mobilità sostenibile lanciata dal progetto “CY.RO.N.MED e dalla scommessa della FIAB di realizzare l’itinerario “BiciItalia”. E la Daunia Rurale vive in questa scommessa, in questo sogno. Con la sua gente, le sue leggende, i suoi paesaggi sorprendenti.